TAORMINA

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Taormina
Scelte di programmazione per un futuro teatro di risorse
Dibattito
Palazzo dei Congressi – Sala b – Taormina
26 novembre 2005

La Fondazione Sabir incontra Taormina
A Palazzo dei Congressi la cittadinanza si confronta su programmazione e sviluppo del turismo. Una concezione innovativa delle politiche per il turismo deve essere impostata in un’ottica di sviluppo complessivo, in termini integrati e non, come in passato, sulla base di interventi specifici, per specifiche condizioni di svantaggio e per l’attuazione di politiche settoriali. Il comparto turistico va promosso integrando gli interventi alle reti infrastrutturali e di trasporto, in un’ottica di valorizzazione delle risorse ambientali ed artistiche a livello di distretti territoriali.
Questa la proposta pregnante emersa da amministratori, operatori del settore, tecnici e cittadini nel corso dell’incontro-dibattito tenutosi sabato 26 novembre a Taormina, promosso dalla Fondazione Sabir sul tema delle scelte programmatiche necessarie per lo sviluppo del turismo in Sicilia.

A quest’ottica neanche Taormina può sfuggire, sebbene possa contare su risorse ambientali ed artistiche di indiscusso privilegio. Lo ha chiarito, nel suo intervento introduttivo, Flaviana Ferri, responsabile dell’Unita di base DS di Taormina: “Inutile pensare, in maniera settoriale, ad un nuovo progetto di funivia che non si raccordi con la funivia esistente, che non si integri con il sistema viario e di parcheggi già esistente, né preveda un collegamento con la Stazione Ferroviaria. Allo stesso modo, per quanto importante sia, per l’economia locale, dotare la città di una infrastruttura per la nautica da diporto, quale completamento dell’offerta turistica taorminese, occorre verificare la fattibilità di un approdo, allo Spisone, a Villagonia o a Giardini, senza pregiudiziali né particolarismi di interesse cittadino. Si tratterà comunque di una struttura di servizio fondamentale per il distretto territoriale nella sua interezza, ma solo a patto che sia di dimensioni compatibili con l’ambiente, con una funzione che privilegi l’arrivo dei turisti e non tanto il solo stazionamento delle barche, con servizi a terra congegnati in termini di sostenibilità ambientale e per accogliere nelle migliori condizioni possibili il turista. Inoltre, ben prima di affrontare anche solo in termini dialettici la questione del “Ponte di Messina”, è necessario che si curino e perfezionino le reti di trasporto locale che, attraverso l’ipotetico ponte, dovrebbero più facilmente essere connesse al resto del Paese.

“Si tratta -ha sostenuto l’avvocato Carmine Capri, presidente della Fondazione Sabir- di guidare lo sviluppo futuro del turismo siciliano con una programmazione complessiva ed organica di interventi e politiche che sappiano valorizzare le specificità e le risorse dei singoli sistemi turistici isolani. Inoltre, facendo tesoro dell’esperienza maturata con il ciclo di Programmazione Regionale 2000-2006, è necessario che il nuovo POR 2007-2013 possa essere guidato da un’unica cabina di regia non soltanto tecnica, ma anche dotata di responsabilità politica, che possa dunque evitare quella frammentazione di responsabilità che oggi, in Sicilia, rallenta tragicamente i tempi di gestione delle procedure, sfiancati dalle tortuosità della burocrazia. Inoltre, non si può immaginare alcuna politica di sviluppo del turismo, senza coevamente dotarla dei necessari strumenti finanziari. Accanto agli interventi di riorganizzazione amministrativa e burocratica, va diversamente affrontata la questione “Risorse finanziarie” da investire”.

“Pensare lo sviluppo del turismo in termini distrettuali è oggi possibile- ha sostenuto Mario Bolognari, Presidente dell’Agenzia per lo Sviluppo Ionio Alcantara, ASIA-. Nel mese di agosto, anche la Sicilia ha acquisito la Legge Quadro nazionale sul turismo, per l’istituzione di Distretti Turistici Locali. Stiamo tentando di raccordare gli operatori del comparto in 60 Comuni. Ma è necessario che operatori e Pubblica Amministrazione imparino a fare sistema, congegnando in maniera integrata l’offerta turistica”. A sostegno di un’ottica di programmazione distrettuale dei servizi, anche gli interventi di Francesco Calanna, Presidente Cia provinciale di Messina, e di Giuseppe Trafiletti, presidente Associazione Albergatori Taormina.- ” La Sicilia sconta un deficit gravissimo, che pesantemente incide sulle possibilità di sviluppo delle politiche turistiche- ha sostenuto il prof. Francesco Russo, ordinario di Ingegneria dei sistemi di trasporto all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e Consigliere della Fondazione Sabir -. È l’unica Regione italiana a non aver acquisito la Legge nazionale sul Trasporto Pubblico Locale. La Campania , che con la costiera amalfitana è un vero competitor del distretto di Taormina, ha saputo, in applicazione anche di questa legge e con una virtuosa amministrazione dei fondi europei, costruire un servizio di metropolitane del mare, con 20 nuove stazioni, assolutamente efficace, raccordato con le reti principali di trasporto e nel rispetto dell’ambiente. In Sicilia orientale, non si è nemmeno provveduto a collegare l’aeroporto alla ferrovia, e basterebbe attrezzare un percorso di appena 700 metri “.

A conclusione del dibattito, l’intervento dell’On. Luciano Violante, che ha tratto spunto dalla proposta emersa nel corso dell’incontro e formulata dall’architetto Daniela Monaco, di ottenere per Taormina il riconoscimento dell’Unesco di Sito Patrimonio dell’Umanità. “Il riconoscimento dell’Unesco rappresenterebbe per Taormina un’acquisizione di fondamentale importanza, capace di mettere la Perla dello Ionio in rete con altri siti nel mondo – ha sostenuto Violante -, siti che, per omologhe caratteristiche, potrebbero anche offrire a Taormina esempi di efficaci sistemi di sviluppo. Il turismo in Sicilia è purtroppo una risorsa dilapidata. Rappresenta appena il12% del PIL della Regione ed è competenza dell’Amministrazione regionale, di cui sconta lentezze ed incongruenze. La prospettiva mediterranea è di certo la vocazione primaria per la Sicilia , ma la Regione deve saper acquisire un vantaggio competitivo che attualmente non sa programmare e che dovrebbe invece progettare pensando anche ad un target di rilievo come i 32 milioni di cinesi che oggi fanno turismo e che sono attratti dal Mediterraneo. Grecia, Spagna, Libia sono i competitor della Sicilia rispetto a quest’ampia fetta di mercato: si tratta di Paesi che hanno già avviato politiche di sviluppo turistico in questo senso”.

“Un’ottica distrettuale – ha concluso Violante – pe rlo sviluppo dell’offerta turistica siciliana è di certo una prospettiva interessante. Ma qualsiasi ipotesi di modernizzazione passa attraverso la qualità umana dell’impegno profuso, l’effettiva capacità di fare sistema e di lavorare in sinergia per operatori e Pubblica Amministrazione, e l’identificazione stringente ed argomentata degli obiettivi di sviluppo. Il rischio è, diversamente, di sprecare tempo nella ricerca degli strumenti migliori senza effettivamente conoscere la meta.

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