DORSALE FERROVIARIA

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La dorsale ferroviaria

Ridurre i tempi di percorrenza della tratta ferroviaria Palermo-Catania, dagli attuali 300 minuti a 150 in un biennio, per poi ridurli a 100 minuti in circa cinque anni grazie alla realizzazione di una nuova dorsale e alla razionalizzazione della rete esistente. E’ l’idea lanciata dalla Fondazione Sabir che oggi a Palermo, nel corso del convegno “Dorsale ferroviaria: un sistema di trasporti efficiente per lo sviluppo sostenibile del territorio della Sicilia”, ha consegnato ad esponenti del governo nazionale e regionale l’idea di fattibilità del progetto. Presenti, tra gli altri, il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Giuseppe Maria Reina, il capo della direzione investimenti Rfi Matteo Triglia, l’assessore regionale ai Trasporti Gianbattista Bufardeci.che ha dichiarato: “Il nostro sistema ferroviario è antiquato, obsoleto e soprattutto non è in alcun modo compatibile con lo sviluppo della Sicilia. Nei prossimi giorni, insieme alla Rfi, discuteremo di come porre rimedio a questo gap. Non possiamo accettare progetti faraonici che puntano a massimizzare la spesa, ma non danno alcuna certezza sui tempi di realizzazione. Dobbiamo pensare a un miglioramento graduale del sistema, con risultati concreti in tempi brevi. E’ assurdo che un treno impieghi cinque ore per collegare Palermo e Catania”.

“La chiave del progetto – ha spiegato il presidente della Fondazione Carmine Capri’ – è quella di essere attuabile subito perché la prima fase di lavori consiste nel mettere a regime l’attuale rete Palermo-Catania con una razionalizzazione degli orari e l’eliminazione di alcune fermate intermedie. La seconda fase prevede una spesa di circa 90 milioni di euro, costi di gestione inclusi. La terza e ultima fase è quella strategica, con la realizzazione dell’opera infrastrutturale. Il costo stimato per l’ultima fase è di circa 2.5 miliardi di euro, reperibili dai fondi 2007- 2013. La cosa principale è che il nostro progetto prevede anche collegamenti con treni in coincidenza anche per Enna e Caltanissetta, Siracusa, Ragusa e Trapani”.
Il convegno ha messo a confronto due ipotesi progettuali. Da un lato, il programma di Rfi che mira a realizzare un tunnel di oltre 40 chilometri lungo la catena dei Nebrodi, dal costo di oltre 4 miliardi di euro. Di tenore opposto, il piano presentato dal professore Francesco Russo, docente dell’Università di Reggio Calabria, che propone interventi graduali, dalla riqualificazione dei binari, sino alla creazione di una dorsale ferroviaria in grado di unire Palermo e Catania in poco più di 100 minuti. Con un primo intervento di riqualificazione del binario (20 milioni di euro di investimento e 2 anni per la realizzazione), il tempo di percorrenza tra Palermo e Catania si ridurrebbe già a 2 ore e 40 minuti.

Per Bufardeci, quindi, “la dorsale ferroviaria è realizzabile, e il suo costo può essere coperto quasi per intero dai fondi dell’Apq sul trasporto ferroviario regionale. Il ruolo di Rfi deve essere quello di esecutore progettuale, ma le scelte strategiche sono nostre. La dorsale ferroviaria è un progetto concreto che ha il sostegno del governo regionale”.

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